Archivi tag: recruiting

COCA COLA FORMA E RECLUTA ASPIRANTI MANAGER

20140312-064358.jpg

Sei giovane, laureato, ambizioso e in cerca di lavoro? Non vuoi accettare provvigioni, contratti part-time, lavori a chiamata o stage che non coprono neppure le spese per la benzina? Allora questa potrebbe essere l’occasione giusta per te. Coca Cola cerca il management di domani.

20140312-064414.jpg

Management Trainee Program è un programma della durata di 10 settimane che prevede due settimane di formazione in aula con esperti dell’area commerciale del gruppo Coca-Cola HBC e due mesi di lavoro sul territorio nazionale (Trento, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma e Napoli). I partecipanti verranno inseriti all’interno di tre rami aziendali: vendita, distribuzione e comunicazione. I migliori avranno un contratto formativo con Coca-Cola Hellenic, la società svizzera licenziataria del marchio The Coca-Cola Company per la produzione e la distribuzione nel mercato europeo.
Questi i requisiti necessari: il candidato ideale deve essere giovane, laureato (laurea triennale e master oppure laurea magistrale) con brillante curriculum accademico e deve conoscere la lingua inglese; deve, inoltre, essere disponibile alla mobilità su tutto il territorio nazionale, possedere ottime doti di leadership e comunicazione e passione per il settore commerciale nonché orientamento al risultato.

20140312-064458.jpg

Puoi proporre la tua candidatura sul sito dell’azienda (sezione Lavoro e Carriere), registrandoti e inviando il tuo curriculum. Hai tempo fino al 28 marzo.
Il progetto è stato sperimentato per la prima volta nel 2012 e Coca-Cola HBC ha fatto sapere di 65 casi di inserimento immediato nel mondo del lavoro. È un’opportunità di formazione presso uno dei più importanti brand del mondo, per avere una chance di inserimento nel mercato del lavoro e tentare la strada del successo. In bocca al lupo!

MDS

Fonte: Management Trainee Program Spring Edition 2014

Lavorare 2.0: il recruitment passa per Facebook.

20140220-142633.jpg

Ragazzi, attenti! Le stime più recenti sul rapporto tra aziende e social network vedono un notevole incremento dell’uso che ne viene fatto in occasione della selezione di nuovo personale. Dal 17% del 2008 si è, infatti, passati al 40% delle aziende che “spiano” i loro candidati. E viene valutato tutto, errori (anzi, orrori) ortografici compresi. Inoltre, il 65% delle imprese che ricorre ai social giudica con più favore i candidati che abbiano avuto esperienze di volontariato.
In un momento in cui il mercato del lavoro ristagna, questa prassi può risultare antipatica. Personalmente, la ritengo odiosa a prescindere. Ma se il mercato è questo, occorre equipaggiarsi.
Cosa fare allora?
Riconsiderare la propria immagine sul web innanzitutto. È inevitabile!
Saprete sicuramente che a quanto raccontate di voi o alle foto che pubblicate in rete non è offerta una tutela al 100% da occhi indiscreti: basti pensare alla timeline di Facebook, detta anche copertina, che non può essere limitata ai soli amici. Tuttavia bisognerebbe soffermarsi un po’ anche sul fatto che queste informazioni sono accessibili a persone che intendono “studiarvi” per motivi professionali e non solo a semplici curiosi, stalker, maniaci ed ex compagni di classe indiscreti.
L’immagine che terrete a dare a chi può potenzialmente offrirvi un lavoro è sicuramente diversa da quella che utilizzate per interfacciarvi con i vostri amici. Per esempio, andreste mai ad un colloquio di lavoro coi rasta o con i capelli verde fluo, magari mentre siete in preda alla migliore sbornia della vostra vita, indossando una comoda tuta o un succinto completino da spiaggia? Io non credo, se a quel lavoro ci tenete davvero. Per chi non dovesse capirmi, consiglio la lettura di Trainspotting: il pezzo dedicato al colloquio di lavoro è uno dei migliori che Irvine Welsh abbia mai scritto.

20140220-142740.jpg

Tornando a noi, se tenere distinte le due sfere sociali non sempre è possibile visto che, come già detto, le informazioni che si seminano in rete sul proprio conto sono in qualche modo sempre raggiungibili, si dovrebbe allora reinterpretare questa tendenza delle aziende come un cambiamento della società rispetto agli inevitabili canali che il web ha aperto e messo a disposizione e giocare questa carta a proprio favore. Se già sapete che chi dovrà giudicarvi probabilmente farà qualche ricerca in più sul vostro conto, sfruttate i social a vostro vantaggio. Prima di tutto proteggete, per quanto possibile, i vostri profili sui social network controllando sempre le impostazioni della privacy. Il Grande Fratello di Orwell esiste veramente e non è una trasmissione televisiva. Ma se vivete con Instagram e Facebook sempre a portata di mano e se proprio non potete evitare di far sapere al mondo quanto ve la siate spassata sabato scorso, create un profilo ufficiale e dignitoso, con il vostro nome, cognome e una bella foto della vostra laurea o del matrimonio di una cugina di secondo grado e inventate un alter ego per il vostro tempo libero. So che Facebook impone di usare il proprio nome, ma sono in molti a non farlo. Io, ad esempio: non provate a cercarmi, perché non mi troverete mai. Anzi, no, non provateci nemmeno. Questo post non lo firmo, visto il tema affrontato. Per mia fortuna FB si usava poco, anzi in Italia nemmeno esisteva, credo, quando dieci anni fa ho iniziato a cercare lavoro, ma non si sa mai di questi tempi e se dovesse servirmi, darò vita al più noioso account che si possa immaginare!
Infine, qualche ultimo consiglio…
Oltre ai social si usa sempre più il cosiddetto curriculum vitae 2.0.: mi riferisco soprattutto a Linkedin, stavolta. Ebbene, nel redigere il vostro CV assecondate sempre i desideri di chi vi sta valutando, soprattutto quello di capire qualcosa in più su chi siete davvero (cioè su chi vorrebbero che voi foste, visto che si parla di recruiting) e su come vi rapportate con gli altri, visto che è uno degli aspetti di voi che un datore di lavoro vorrebbe sapere sempre prima di farvi firmare un contratto, specie se il lavoro offerto prevede un’attività di team.
A questo punto fatevi furbi e buttatevi nella giungla. E ricordate, guai a lasciar trapelare sul lavoro anche una sola mezza notizia sul vostro conto. Anche dopo l’assunzione. Anche coi colleghi (anzi, soprattutto).
Per adesso è tutto: non resta che augurarvi in bocca al lupo! E crepi…!

BlogNomos

20140220-142842.jpg