Archivi tag: twitter

LICENZIATO? MI VENDO SU EBAY!

20140402-073830.jpg

di Michele De Sanctis

A proposito di fuga di cervelli, stavolta a metterne alla porta circa 400 è l’americana Micron, operativa in Italia da tre anni dopo l’acquisto di Numonyx, azienda fondata nel 2008 da St Microelectronics e Intel, con circa 1100 dipendenti in tutto il Paese. E parliamo di manodopera qualificata, 419 eccellenze della microelettronica che dal 7 aprile verranno allontanate per esuberi dalle sedi di Agrate, Vimercate, Avezzano, Arzano e Catania. Tra meno di una settimana, quindi, anche queste persone saranno in mezzo a una strada. lI sito produttivo più colpito dai tagli è quello milanese di Agrate: 223 ‘eccedenze’ su 507 addetti. Ma sorte simile toccherà pure a quello di Vimercate, mentre sono 17 quelli che verranno fatti fuori dallo stabilimento abruzzese di Avezzano, che conta 92 dipendenti. A Catania saranno in 127, su 324 impiegati, a restare a casa, ad Arzano 52 su 131.
Ma stavolta i lavoratori non ci stanno. E hanno deciso di ingaggiare una battaglia mediatica, sfruttando al massimo le risorse della rete: tra hashtag su Twitter, post su Facebook e foto, la vicenda sta diventando un caso nazionale. Anche (e soprattutto) perché negli anni scorsi la Micron ha ricevuto 150 milioni di euro di contributi pubblici per creare 1.500 posti di lavoro. E se la Fiat fa scuola tra le aziende più spregiudicate, allora si spera che i dipendenti Micron la facciano tra tutti i lavoratori. E si auspica che anche l’Unione Europea intervenga in merito al comportamento di certe aziende che con una mano racimolano denari pubblici e con l’altra tagliano o chiudono. Anche perché quei soldi non vengono mica restituiti.

20140402-074005.jpg

Forse non è ancora chiaro a chi sta nelle cosiddette ‘stanze dei bottoni’, ma i lavoratori italiani non sono burattini che possono essere presi e riposti in una cassa, perché non servono più. Adesso anche basta…È il caso, allora, di alzare la voce per farsi sentire meglio, proprio come stanno facendo queste persone. Noi, pertanto, riportiamo la notizia per contribuire, nel nostro piccolo, a diffondere ulteriormente la notizia, affinché più gente possibile sappia cosa sta accadendo alla Micron, a circa 400 lavoratori, che dopo la protesta sui social hanno ora deciso di mettersi letteralmente in vendita su eBay. Da eccellenze St a eccedenze Micron, recita così l’annuncio che accompagna l’asta dei 419 ingegneri, fisici e tecnici specializzati.
L’annuncio ritwittato con l’hashtag #casomicron, oltreché eBay e sui social, è stato altresì pubblicato su cartelloni sei per tre esposti in tutta Italia. Peraltro, su questi poster i lavoratori hanno chiesto a “perditempo e delocalizzatori di astenersi”. Forse perché è a causa di questo genere di persone che sono finiti all’asta?

20140402-074055.jpg

Intanto, ad Arzano, per tenere alta l’attenzione sulla loro vertenza, i lavoratori adottano anche sistemi di protesta più tradizionali, come il picchettaggio di ieri al Consiglio Regionale. Mentre già all’indomani dell’annuncio di un taglio del 50% del personale da parte della multinazionale americana in Italia, i dipendenti avevano proclamato una serie di scioperi e da ultimo redatto una lettera a Renzi.
Proprio ieri il premier è intervenuto sul tema del lavoro, dopo che l’Istat ha reso noto il picco del 13% che la disoccupazione ha fatto registrare a febbraio scorso. Renzi ha inoltre definito questi dati “sconvolgenti”. Occorre più flessibilità per risanare il mercato del lavoro. Così si sarebbe espresso. Di diverso avviso pare essere, invece, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che ha parlato di flessibilità non utile e di un cambio necessario.
Nel frattempo il 7 aprile si avvicina. Facciamo girare questa notizia, condividiamola tutti sulle nostre bacheche. Noi stiamo con i lavoratori della Micron. E voi?

NEWS:
Il Fatto Quotidiano
RAI NEWS
Il Giorno
La Repubblica
Agrigento Notizie
Il Centro Quotidiano d’Abruzzo
Lettera43
Affari Italiani
ANSA ECONOMIA

20140402-074221.jpg

SEGUI BLOGNOMOS SU FACEBOOK

Turchia, luna calante su Twitter

20140321-111812.jpg

Fonte: Osservatorio Balcani e Caucaso

La Turchia ha bloccato giovedì sera l’accesso a Twitter. Solo poche ore prima, il premier Recep Tayyip Erdoğan aveva pronunciato in un comizio elettorale a Bursa – in vista delle ormai prossime amministrative – parole minacciose verso il social network: “Elimineremo Twitter e simili alla radice. Non m’interessa quello che potrà dire comunità internazionale”.
La “misura di protezione” invocata da Erdoğan è stata quindi subito adottata dalle autorità giudiziarie turche che hanno chiuso l’accesso a Twitter tramite DNS di default in Turchia.
Twitter in Turchia ha avuto un particolare ruolo durante le proteste di Gezi Park del giugno scorso. In quel periodo si è visto crescere il numero di utenti attivi fino a oltre 9,5 milioni.
La rabbia del premier contro Twitter, ha origine dalle proteste di Gezi Park ma ora Erdoğan si è scagliato anche contro i falsi profili Twitter che sarebbero stati creati negli ultimi mesi per prendere di mira il governo, con intenti a suo avviso “manipolativi”.
Immediata la reazione del popolo di Twitter che ha cercato di ripristinare il servizio, tentando di aggirare il blocco modificando i DNS.
Suggerimenti per aggirare il blocco attraverso il semplice espediente di passare a server DNS esterni alla Turchia sono addirittura apparsi con scritte spray sui cartelloni pubblicitari esposti per la campagna elettorale delle amministrative.

20140321-112239.jpg

Stage con paghe da sogno

20140304-141959.jpg

Dimentica stage pagati pochi euro a fronte di un’ingente mole di lavoro. Esistono aziende nel mondo dove un periodo di tirocinio può farti guadagnare perfino 5mila euro netti al mese.

Sono 10 le aziende che trattano meglio i loro stagisti. A rivelarle è Glassdoor, il celebre sito che raccoglie informazioni sui luoghi di lavoro.

1. Palantir Technologies
La prima piazza di questa speciale classifica spetta a un’azienda di software di San Francisco. Qui uno stagista guadagna 7,012 dollari mensili (5,098 euro).

2. VMWare
Secondo posto per un’altra azienda di software: 6,966 dollari allo stagista di turno (5,065 euro).

3. Twitter
Anche il social network di Jack Dorsey tratta bene i suoi stagisti: 6,791 dollari al mese (4,938 euro).

4. LinkedIn
Poco al di sotto il social per professionisti: 6,230 dollari al mese (4,530 euro).

20140304-142330.jpg

5. Facebook
Non poteva mancare il social di Mark Zuckerberg che ama molto i suoi stagisti: 6,213 dollari (4,517 euro).

La classifica continua con Microsoft (4,463 euro); eBay (4,454); Google (4,340 euro) e Apple (4,161 dollari).

Decimo posto per Amazon dove uno stagista dovrà “accontentarsi” di poco più di 4mila euro al mese.

Fonte: Millionaire