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Business: ecco 3 trend da considerare

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Cosa c’è di nuovo nel mondo del business? Vediamo quali sono tre trend da tenere sotto osservazione.

1. Tecnonegozi
È tempo, anche in Italia, di “negozi aumentati”, cioè di punti vendita che arricchiscono l’esperienza di acquisto grazie alla tecnologia. Nello store Diesel di Milano c’è uno specchio speciale, che permette di vedersi anche da dietro. Da Pinko si posso ordinare su un touchscreen i prodotti che mancano in negozio. Queste tecnologie aumentano la propensione all’acquisto anche del 20% (studio Retail reloaded della Sda Bocconi).

2. Expo 2015
L’Expo 2015, che si terrà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre del prossimo anno, è alle porte. Il tema sarà “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”. Visibilità a tradizione, creatività, innovazione nel settore dell’alimentazione. Sulla kermesse, che promette di portare in Italia 20 milioni di persone, si moltiplicano eventi, iniziative, portale. Su Twitter è nato un hastag #expottimisti con tutti i motivi per cui l’Expo può essere un’opportunità. INFO: www.expo2015.org

3. Fai da te
Siamo sempre di più nell’era dei maker. Si diffondono le stampanti 3D e i siti che insegnano come usarle (www.stampalo3d.com). Cresce l’uso di robot da cucina per preparare in casa pane e dolci. Nel paniere degli italiani aumenta del 20% il consumo di caffè in cialde (dati Istat). E dall’anno prossimo potrebbero arrivare anche le cialde di Coca-Cola per produrre la bevanda in casa.

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L’articolo “Cosa sale e cosa scende nel mondo del business” di Lucia Ingrosso è pubblicato su Millionaire di marzo 2014.
Foto Ben Fredericson

Fonte: Millionaire

INAIL: finanziamenti a fondo perduto per interventi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Si avvicina la scadenza dei termini.

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L’INAIL concede un contributo a fondo perduto fino a 130.000 euro per interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il contributo è in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili sostenute dall’impresa (anche individuale) per la realizzazione degli interventi, al netto dell’IVA: ad esempio se l’intervento è costato 12.200 euro (di cui 10.000 euro di imponibile e 2.200 di IVA), il contributo a fondo perduto è di 6.500 euro (pari al 65% della quota imponibile di 10.000 euro). La procedura per ottenere l’incenvito prevede per l’impresa:

1. presentazione di una domanda di preammissione da compilare e spedire on-line dal portale desktop inail.it, previa registrazione, dal 21/01/2014 al 08/04/2014
2. acquisizione di un codice unico identificativo dal 10/04/2014
3. verifica della data di apertura dello sportello per l’invio telematico della domanda vera e propria dal 30/04/2014
4. invio della domanda all’apertura dello sportello
5. verifica della propria posizione nella graduatoria (predisposta in ordine cronologico di arrivo delle domande)
6. se ammessa al contributo, trasmissione della documentazione a completamento della domanta, entro 30 giorni dalla pubblicazione della graduatoria a pena di esclusione
7. attesa della comunicazione della sede INAIL competente dell’avvenuta e positiva verifica tecnico-amministrativa, da concludersi entro 150 giorni dalla pubblicazione della graduatoria
8. eventuale richiesta di anticipo fino al 50% del contributo, solo per interventi con budget oltre 30.000 euro e comunque dietro presentazione di fidejussione
9. realizzazione e rendicontazione degli interventi migliorativi entro 12 mesi (prorogabili a richiesta fino a 18 mesi) dalla comunicazione di esito positivo della domanda; le spese sono rendicontabili purchè sostenute a decorrere dal 09/04/2014
10. attesa della comunicazione della sede INAIL competente in merito all’erogazione (totale, parziale o nulla) del contributo richiesto, entro 90 giorni dall’invio della documentazione di rendicontazione
11. rispetto degli obblighi e degli impegni vincolanti, anche dopo l’erogazione del contributo (es. inalienabilità del macchinario per almeno 2 anni; mantenimento del modello organizzativo per almento 3 anni, ecc.).

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Punteggio di ammissione

La domanda può essere ammessa se ottiene un punteggio pari o superiore a 120 secondo lo schema predisposto dall’INAIL per l’attribuzione dei punteggi sulla base della peculiarità dell’impresa richiedente e del progetto presentato. Lo schema è abbastanza articolato e il calcolo deve essere fatto caso per caso, ma è possibile tracciare un quadro generale. Il punteggio è ottenuto sommando i valori attribuiti alla domanda in 4 diverse sezioni:

• dimensioni dell’impresa (numero di lavoratori e fatturato): min. 7 -max. 45
• tasso di tariffa medio nazionale (nella voce prevalente per numero di lavoratori nell’anno -si considera il 2012 se la domanda è presentata nel 2014- nella PAT -unità operativa- per la quale si presenta la domanda): min. 4 – max. 40
• caratteristiche del progetto:
– se riguarda l’adozione di modelli organizzativi (es. MOG 231/01, OHSAS 18000, SGSL INAIL, ecc.): min. 70 – max 90
– se rigurarda la sostituzione/adeguamento di attrezzature di lavoro messe in servizio anteriormente al 21 settembre 1996: esattamente 60
– se riguarda progetti di investimento (le tipologie ammesse sono: a. ristrutturazione o modifica strutturale e/o impiantistica degli ambienti di lavoro, b. installazione e/o sostituzione di macchine, dispositivi e/o attrezzature con messa in servizio successiva al 21 settembre 1996, c. modifiche del layout produttivo, d. interventi combinati dei precedenti): min. 36 – max. 70
• bonus
– di progetto: min. 0 – max. 18
– regionale in base alla tipologia di impresa: min. 0 – max. 5

In generale vale quanto segue:
• le aziende piccole ottengono punteggi maggiori di quelle grandi

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• le attività con tassi di tariffa elevati (a causa di una maggiore sinistrosità per infortuni e malattie professionali) ottengono punteggi maggiori di quelle con tassi di tariffa bassi

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• gli inteventi progettati e/o effettuati attraverso le parti sociali o nell’ambito della bilateralità ottengono bonus di progetto tra i 7 e i 13 punti
• l’adozione di almeno una delle Buone Prassi (rif. D. Lgs. 81/08 art.2 co.1 lett.v) permette di ottenere un bonus di progetto pari a 5 punti.

Con i 5 punti di bonus regionale sono premiate le imprese che sono attive in alcuni settori ATECO, differenti da regione a regione; ad esempio:

• per il Piemonte sono: 43 (lavori di costruzione specializzati) e 25 (fabbricazione di prodotti in metallo – esclusi macchinari e attrezzature)
• per la Lombardia sono: 25 (fabbricazione di prodotti in metalli – esclusi macchinari e attrezzature) e 28 (fabbricazione di macchinari ed apparecchiature NCA)
• per la Valle d’Aosta sono: 41 (costruzione di edifici) e 43 (lavori di costruzione specializzati)
• per la Liguria sono: 50 (trasporto marittimo e per vie d’acqua) e 01 (coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi)
• per il Friuli Venezia Giulia sono: 25 (fabbricazione di prodotti in metalli – esclusi macchinari e attrezzature) e 43 (lavori di costruzione specializzati)
• per la Toscana sono: 41 (costruzione di edifici) e 01 (coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi)
• per il Trentino sono: 41 (costruzione di edifici) e 16 (industria del legno e dei prodotti in legno e sughero – esclusi i mobili – fabbricazione di articoli in paglia e materiale da intreccio)
• per l’Alto Adige-Sudtirol sono: 16 (industria del legno e dei prodotti in legno e sughero – esclusi i mobili – fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio;
25 (fabbricaz. Prodotti in metallo – escl. macchinari e attrezzature)
• per la Campania sono: 41 (costruzione di edifici) e 25 (fabbricazione di prodotti in metalli – esclusi macchinari e attrezzature)
ecc.
• per il Veneto, l’Emilia Romagna, il Lazio non sono previsti.

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Click-day

Per l’ammissione al contributo conterà l’ordine di arrivo allo sportello virtuale telematico, fino ad esaurimento dei fondi stanziati in ciascuna regione.

Le imprese potranno inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al contributo, utilizzando il codice identificativo attribuito alla propria domanda e ottenuto mediante la procedura apposita nei giorni precedenti l’invio telematico. Il codice identificativo, dopo l’invio telematico della relativa domanda, sarà annullato dallo sportello informatico e pertanto non sarà più utilizzabile.

Lo sportello informatico collocherà le domande in ordine cronologico di arrivo sulla base dell’orario registrato dai sistemi informatici INAIL. Al termine di ogni singola registrazione l’utente visualizzerà un messaggio che attesta la corretta presa in carico dell’invio.

Le data e gli orari dell’apertura e della chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande, saranno pubblicate sul sito http://www.inail.it a partire dal 30 aprile 2014. Le suddette date potranno essere differenziate, per ambiti territoriali, in base al numero di domande pervenute ed alla loro distribuzione territoriale. Le regole tecniche per l’inoltro delle domande on line saranno pubblicate sul sito http://www.inail.it almeno una settimana prima della data di apertura dello sportello informatico.

Spese ammesse e non

Sono ammesse a contributo tutte le spese direttamente necessarie alla realizzazione del progetto nonché le eventuali spese accessorie o strumentali, funzionali alla realizzazione dello stesso ed indispensabili per la sua completezza. Non sono ammesse a contributo le spese relative all’acquisto o alla sostituzione di:

• dispositivi di protezione individuale (DPI) nonché ogni altro relativo complemento o accessorio;
• automezzi e mezzi di trasporto su strada, aeromobili, imbarcazioni e simili;
• impianti per l’abbattimento di emissioni o rilasci nocivi all’esterno degli ambienti di lavoro, o comunque qualsiasi altra spesa mirata esclusivamente alla salvaguardia dell’ambiente;
• hardware, software e sistemi di protezione informatica fatta eccezione per quelli dedicati all’esclusivo ed essenziale funzionamento di sistemi (impianti, macchine, dispositivi e/o attrezzature) utilizzati ai fini del miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza;
• mobili e arredi;
• consulenza per la redazione, gestione ed invio telematico della domanda di contributo;
• adempimenti inerenti la valutazione dei rischi di cui agli artt. 17, 28 e 29 del D.lgs 81/2008 s.m.i.;
• interventi da effettuarsi in locali diversi da quelli nei quali è esercitata l’attività lavorativa al momento della presentazione della domanda;
• manutenzione ordinaria degli ambienti di lavoro, di attrezzature, macchine e mezzi d’opera;
• adozione e/o certificazione e/o asseverazione dei progetti riguardanti l’adozione di modelli organizzativi relativi ad imprese senza dipendenti o che annoverano tra i dipendenti esclusivamente il datore di lavoro e/o i soci;
• le spese inerenti i compensi ai componenti degli Organismi di vigilanza nominati ai sensi del D.lgs 231/2001;
• acquisizioni tramite locazione finanziaria (leasing);
• mero smaltimento dell’amianto (lo smaltimento è ammesso solo nel caso in cui l’intervento rientri in un progetto complessivo volto al miglioramento delle condizioni di salute dei lavoratori dell’azienda nel quale è compresa la rimozione dell’amianto ad esempio presente in coperture, per coibentazione e similari);
• acquisto di macchinari o apprestamenti indispensabili per l’erogazione di un servizio o per la produzione di un bene, di cui l’impresa non dispone ma che deve comunque possedere per avviare l’impresa o una nuova attività;
• costi del personale interno: personale dipendente, titolari di impresa, legali rappresentanti e soci.

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Redazione BlogNomos 

RIFINANZIATI GLI INCENTIVI PER L’AUTOIMPIEGO E L’AUTOIMPRENDITORIALITA’ GESTITI DA INVITALIA

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La legge che agevola l’Autoimpiego (D.L. n. 185/2000 – Titolo II) costituisce il principale strumento di sostegno alla realizzazione e all’avvio di piccole attività imprenditoriali da parte di disoccupati o persone in cerca di prima occupazione.

Avvisiamo chiunque fosse interessato che sono stati rifinanziati con 80 milioni di euro gli incentivi per l’Autoimpiego e l’Autoimprenditorialità gestiti ai sensi del D.L. 185/00 da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione d’investimenti e lo sviluppo d’impresa SpA già Sviluppo Italia. E’ possibile, pertanto, presentare nuove domande di ammissione alle agevolazioni per iniziative da realizzarsi esclusivamente nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia: la sede legale, operativa ed amministrativa deve essere ubicata in una di queste regioni. La misura sostiene la realizzazione e l’avvio di piccole attività imprenditoriali da parte di disoccupati o persone in cerca di prima occupazione, mediante la concessione di agevolazioni finanziarie (contributo a fondo perduto e mutuo a tasso agevolato) e di servizi di assistenza tecnica per tre tipologie di iniziative:

Lavoro Autonomo (in forma di ditta individuale), con investimenti complessivi previsti fino a € 25.823

Microimpresa (in forma di società), con investimenti complessivi previsti fino € 129.114

Franchising (in forma di ditta individuale o di società), da realizzare con Franchisor accreditati con Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione d’investimenti e lo sviluppo d’impresa.

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Per accedere alle agevolazioni occorre presentare una domanda on line che contenga una illustrazione del piano d’impresa, ai fini di evidenziare la coerenza tra il profilo del soggetto promotore e l’iniziativa imprenditoriale, insieme alla sua validità tecnica economica. Per poter accedere alle agevolazioni, inoltre, è previsto un colloquio finalizzato alla verifica del possesso delle conoscenze e competenze necessarie alla realizzazione dell’iniziativa proposta.

Inoltre Invitalia, al fine di disincentivare comportamenti non corretti da parte dei beneficiari delle agevolazioni, ha avviato, in attuazione di un accordo sottoscritto con la Guardia di Finanza, un processo di monitoraggio dell’intero ciclo dei finanziamenti concessi.
I controlli verranno effettuati nelle diverse fasi di valutazione del progetto, dall’istruttoria all’erogazione delle agevolazioni.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha autorizzato l’Agenzia alla riscossione coattiva, tramite iscrizione a ruolo, dei crediti vantati nei confronti dei beneficiari delle agevolazioni per l’Autoimpiego. Invitalia per il recupero del credito si avvale dei servizi di Equitalia Spa.

È, infine, prevista una dotazione finanziaria specifica, a valere sul Programma Operativo Interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo” FESR 2007/2013, Asse 2, Ob. Op. II.1. per lo sviluppo delle imprese turistiche e/o connesse alla fruizione culturale e naturalistica degli attrattori ricadenti nei Poli di attrazione culturali, naturali e/o paesaggistici localizzati nei Comuni delle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Per ulteriori informazioni e documentazioni, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale dell’iniziativa

MDS

“Affitto gratis la mia Mivar a chi assume 1200 italiani”

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Da La Repubblica del 7 marzo 2014

La storica azienda di televisori, fondata nel 1945, è stata stritolata dalla concorrenza dei colossi asiatici. La Rai filma l’ultimo giorno di vita della fabbrica.

ROMA – Le operaie sfilano una ad una. Con il pennarello scrivono sul retro di un televisore. È l’ultimo giorno della Mivar e vogliono fare una sorpresa al loro padrone. “Questo è per lei, ci sono le firme di tutti”, gli dicono porgendo quell’ultimo esemplare prodotto dalla storica e unica fabbrica italiana di apparecchi televisivi (e anche radiofonici), fondata nel 1945. Carlo Vichi, 90 anni, si commuove. “Ma ci sono anche i nomi degli uomini. Voglio solo i vostri!”, esclama scherzando. Perché qui, in via Dante 45, Abbiategrasso, erano loro, le donne, a costruire – non assemblare – pezzo per pezzo i televisori. Quelli col tubo catodico in bianco e nero e la scheda. Gli schermi piatti, negli anni recenti. Poi la concorrenza spietata di coreani e giapponesi, i debiti, la chiusura due mesi fa. “Ho un sogno. Poter dire ricominciamo a quanti ho detto: è finita”, ripete ora Carlo Vichi. “E per farlo, un’idea c’è. Se una società di provata serietà accetta di fare televisori in Italia, io gli offro la mia nuova fabbrica, pronta e mai usata, gratis. Non voglio un centesimo. Ma chiedo che assuma mille e duecento italiani, abbiatensi, milanesi. Questo chiedo. Veder sorridere di nuovo la mia gente”.

Vichi cammina piano nella sua fabbrica, la seconda. Non lontana dalla “casa madre” di via Dante, è stata pensata, progettata, disegnata da lui stesso. Due piani, 120 mila metri quadri totali, parcheggi, grande mensa, presidio medico. “Insuperabile, qui ci possono lavorare in 1.200, tutto in vista senza ufficetti. Vede com’è luminosa?” dice a Domenico Iannacone, giornalista e autore dei “Dieci comandamenti”, la fortunata serie di inchieste e storie italiane che riparte questa sera su Raitre proprio dalla Mivar (ore 23,15). La fabbrica è finita ormai da dieci anni. Costruita senza mutuo, costata milioni di euro, mai inaugurata. “Molti pensavano che con i risparmi mi facessi una casa. Ma io ho fatto questo, immaginando tanta gente muoversi e che mi sorridesse”. Da allora, Vichi ha tenuto questi immensi locali sempre curati, accende e spegne le luci, verifica ogni angolo. E paga l’Imu. Ma la produzione quella no, non è mai partita. Anzi, anche l’altra sede a Natale ha chiuso. Per tenerla aperta, dal 2000 in poi Vichi ha speso 100 milioni.

“Eravamo in novecento e facevamo 5.460 televisori al giorno, un milione all’anno. Ora è tutto vuoto, solo qualche scrivania. I grossi colossi c’hanno calpestato”, riflette amaro Rocco. “Ho disegnato televisori per venticinque anni. Anche se il vero designer è il signor Vichi, io la mano. È rimasto sempre in trincea, al suo tavolo con le rotelle in mezzo a noi, la sua morsa, le sue idee, il suo compasso. Lavorando anche di sabato e domenica”. “E in tutte le feste comandate, Natale e Pasqua, la sua casa è la fabbrica, da sempre”, aggiunge Anna Vichi, la moglie. “Abbiamo iniziato da sposini, in una cameretta. Avevamo 18 anni e Carlo, geniale meccanico, progettava notte e giorno sopra un banco, in un angolo che ci stava appena appena. Poi ha cominciato ad assumere. Si è preso tutti quelli delle case popolari”.
Lei è fiero di questa fabbrica?, chiede Iannacone a Vichi. “Beh insomma, questo sono io”.

Storie italiane di tenacia, ma anche di un modo di fare impresa d’altri tempi. Che stride con l’ultima parte del racconto di Iannacone. Quella dedicata all’Ilva di Taranto, la fabbrica cattiva. Vista con gli occhi, anzi con la voce di Mario, ex campione mondiale di karate contact, medaglia d’oro nel 2007, operaio Ilva e ora malato di cancro all’esofago e alla lingua. Cinque operazioni, ma il male si espande, anche alla laringe e alla tiroide. “Posso parlare solo con la macchinetta”, spiega tenendo per mano Felicetta, la moglie. “Ma non odio la fabbrica, perché c’ha dato il pane”. “Io invece la odio con tutta me stessa”, lo corregge Felicetta. “La fabbrica ti abbandona, ti fa firmare il licenziamento e via. Diventi scarto. Ma la vita che c’hanno tolto, chi ce la ridà?”.

Fonte: La Repubblica

Stage con paghe da sogno

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Dimentica stage pagati pochi euro a fronte di un’ingente mole di lavoro. Esistono aziende nel mondo dove un periodo di tirocinio può farti guadagnare perfino 5mila euro netti al mese.

Sono 10 le aziende che trattano meglio i loro stagisti. A rivelarle è Glassdoor, il celebre sito che raccoglie informazioni sui luoghi di lavoro.

1. Palantir Technologies
La prima piazza di questa speciale classifica spetta a un’azienda di software di San Francisco. Qui uno stagista guadagna 7,012 dollari mensili (5,098 euro).

2. VMWare
Secondo posto per un’altra azienda di software: 6,966 dollari allo stagista di turno (5,065 euro).

3. Twitter
Anche il social network di Jack Dorsey tratta bene i suoi stagisti: 6,791 dollari al mese (4,938 euro).

4. LinkedIn
Poco al di sotto il social per professionisti: 6,230 dollari al mese (4,530 euro).

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5. Facebook
Non poteva mancare il social di Mark Zuckerberg che ama molto i suoi stagisti: 6,213 dollari (4,517 euro).

La classifica continua con Microsoft (4,463 euro); eBay (4,454); Google (4,340 euro) e Apple (4,161 dollari).

Decimo posto per Amazon dove uno stagista dovrà “accontentarsi” di poco più di 4mila euro al mese.

Fonte: Millionaire