Il Governo pensa ad un Servizio Civile Nazionale universale per 100 mila giovani all’anno

 

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di Germano De Sanctis

Lo scorso 13 maggio, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha rese note le linee guida per la riforma del Terzo Settore, prevedendo un confronto esclusivamente on line che si concluderà il prossimo 13 giugno, inviando una e-mail a terzosettorelavoltabuona@ lavoro.gov.it. Al termine di tale consultazione, il Governo presenterà un disegno di legge delega, da vararsi presumibilmente nel corso del Consiglio dei Ministri del prossimo 27 giugno.

La novità di maggior rilievo contenuta nelle predette linee guida è la previsione di un Servizio Civile Nazionale universale, inteso, sia come opportunità di servizio alla comunità, sia come primo approccio all’inserimento professionale, aperto ai giovani dai 18 ai 29 anni che desiderino confrontarsi con l’impegno civile, per la formazione di una coscienza pubblica e civica.

Appare, quindi, evidente l’intento di rendere il servizio civile un’opportunità di impegno sociale con possibili ricadute occupazionali. Si tratta di una volontà già espressa nell’ambito della c.d. “Garanzia Giovani”, ove il servizio civile rientra nella “rosa” delle nove opportunità da proporre ai giovani under 29 non non occupati e non impegnati in un ciclo di istruzione o formazione (i c.d. “NEET”).

Nello specifico, il Servizio Civile Nazionale universale dovrebbe impegnare i giovani interessati per un periodo di otto mesi, oltre ad un’eventuale proroga di altri quattro. Il Governo calcola una platea di potenziali 100.000 giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni all’anno, per il primo triennio di attuazione del nuovo Servizio Civile. Inoltre, il Servizio Civile Nazionale universale sarà esteso anche agli stranieri e darà diritto ad un rimborso spese.

Il Governo ha, altresì, previsto che  il Servizio Civile svolto produrrà alcuni benefit per i volontari, quali:

  • crediti formativi universitari;

  • tirocini universitari e professionali;

  • riconoscimento delle competenze acquisite durante l’espletamento del servizio;

Il Governo prevede anche la stipulazione di una serie di accordi tra le Regioni e le Province Autonome con le Associazioni di categoria degli imprenditori, le associazioni delle cooperative e del terzo settore, finalizzate a facilitare l’ingresso sul mercato del lavoro dei volontari, anche attraverso la realizzazione di tirocini o di corsi di formazione per i volontari.

Inoltre, è prevista la possibilità di un periodo di servizio in uno dei Paesi dell’Unione Europea avente il Servizio Civile volontario in regime di reciprocità.

Rispetto al modello attuale di servizio civile, il Governo intende passare dai circa 14.000 giovani attualmente coinvolti a circa 100.000 volontari su base annua.

Contestualmente, s’intende ridurre la durata dell’esperienza e coinvolgere in maggior modo le Regioni, le Province Autonome e probabilmente anche gli enti che offriranno la possibilità di effettuare il Servizio Civile. Infatti,il nuovo Servizio Civile dovrebbe durare 8 mesi, eventualmente, come detto, prorogabile di altri 4, e non più direttamente 12 mesi.

Ovviamente, una maggiore partecipazione di volontari comporterà un aumento dei capitoli di spesa dedicati al Servizio Civile, che dovrebbero essere in parte compensati, secondo le stime governative, dal conseguente minore carico imposto agli investimenti diretti a carico dello Stato nei settori interessati.

Un ulteriore abbattimento della spesa potrebbe derivare dalla possibilità di rinunciare all’aliquota del 10% di IRPEF attualmente versata sul rimborso spese.

Inoltre, come già accennato, una parte dei fondi necessari verrà recuperata dal miliardo e mezzo di euro investiti sul progetto “Garanzia Giovani.

Si tratta comunque di uno sforzo finanziario enorme rispetto agli attuali investimenti, in quanto, negli ultimi anni, il bilancio dello Stato ha dedicato al Servizio Civile risorse costantemente decrescenti. Nell’anno 2013, si è scesi alla somma di soli 70 milioni di euro circa da destinare ai bandi. Tuttavia, bisogna anche evidenziare che, in passato, i contributi sono rimasti inutilizzati per mancanza di progetti idonei.

Allo stato attuale, le risorse disponibili per il Servizio Civile hanno permesso la presenza sul territorio nazionale di circa 14.000 volontari, che risultano impegnati presso 3.293 enti accreditati.

I volontari hanno diritto ad un rimborso spese di 433 euro netti. Se le condizioni economiche resteranno invariate, l’obiettivo del Governo di impegnare con questa formula 100.000 giovani all’anno richiederà un investimento che oscillerà tra un minimo di circa 400 milioni di euro ed un massimo di 600 milioni di euro. Infatti, il costo il costo annuo per ogni volontario è valutato in circa € 6.000.

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