LA POCHEZZA DELLA TV GENERALISTA CHE ANTONIO RICCI HA VOLUTO RICORDARCI A TUTTI I COSTI. 

Dopo il fantomatico scoop della trasmissione Mediaset ‘Striscia la Notizia’ ai danni di ‘Masterchef Italia’ in onda su Sky Uno, abbiamo fatto qualche riflessione su una certa televisione. E siccome qui ci occupiamo anche di cultura, in questo momento per noi cultura è sconsigliarvi caldamente alcuni programmi. Qualunque trasmissione di Antonio Ricci, per esempio, nuoce gravemente al vostro bagaglio culturale e alla vostra capacità di critica. Analizziamo questa notizia di cronaca e vediamo come e perché vi danneggia. 



Striscia svela l’inganno. Quale poi non si capisce: il programma è registrato e lo sanno tutti. Se lo scoop, poi, era sulla professione del secondo classificato, un controllo in più prima di spoilerare eviterebbe le querele. Ma tant’è. Diversamente non sarebbe Striscia. Diversamente si potrebbe fare spazio a programmazioni più fresche. Ma a decidere non siamo noi. Noi al massimo possiamo scegliere di non guardare certe trasmissioni. E infatti…Solo che certe trasmissioni (quando sono alla frutta) fanno di tutto per far parlare di sé. Un po’ come la mosca che ti si avvicina all’orecchio e che non riesci ad uccidere. Arriva però il giorno che la chiudi fuori dalla finestra e magari è già autunno inoltrato e la mosca morirà da sola.



La domanda, quindi, non è perché l’ha fatto né che ci guadagna? È chiaro che Ricci ci guadagna in termini di pubblicità, perché la puntata di ieri porterà nelle prossime ore un po’ di notorietà a un programma vecchio e stantio ormai ridotto a parlare dei programmi Sky, pur di destare interesse. Anche perché quelli Mediaset fanno gracidare le rane solo per gli alzabandiera di Rocco Siffredi e le beghe familiari di Mara Venier e Simona Ventura. La domanda magari è fino a quando riuscirà ancora a guadagnarci? Un’altra domanda poi è questa: siamo sicuri che Sky sia stata realmente danneggiata? Quanti di noi vedranno comunque la finale? Io credo quasi tutti e anche i non aficionados. Striscia, infatti, ha fatto un regalone a quelli di Sky Uno – la stagione di Masterchef che sta per concludersi è stata un po’ moscia (io l’ho vista) e questo scoop era proprio ciò che ci voleva per tenersi buoni gli sponsor. Solo che probabilmente non era questo l’effetto sperato.



Striscia si dimostra ancora una volta trasmissione d’elezione dell’italiota meschino e poco titolato che spara a zero contro chi è migliore di lui, senza tuttavia fare nulla per cercare di elevarsi dal suo stato primordiale. E nello strillare contro il competitor, gli ha fatto il più grande regalo che potesse confezionare. Il punto drammatico è che nel caso di Ricci lo stato primordiale è una televisione da tubo catodico che ride ancora degli scivoloni altrui, lancia tormentoni stagionali, crea l’immaginario erotico dell’uomo medio con donne maggioratissime, smutandate e quasi sempre fidanzate a un calciatore di serie A che conduce una vita da sogno. Solo che l’uomo medio che si eccita con il calendario della Canalis è in via di estinzione. Non perché si sia evoluto, ma perché si è evoluto il mondo intorno a lui. Può creare il suo immaginario erotico direttamente col porno gratuito offerto da Youporn, ridere delle papere uploadate su YouTube (utilizzate anche da Paperissima Sprint) ed appassionarsi perfino a tormentoni asiatici al ritmo di Gangnam Style. 



Tuttavia, in prima battuta non sono rimasti tutti contenti. A conti fatti, in questa truffa mediatica c’è un grande sconfitto, che in queste ore, grazie ai social network, sta esternando il proprio disprezzo per Striscia e lo scontento dovuto alle informazioni che la trasmissione ha voluto a tutti i costi diffondere. A perdere, infatti, è il pubblico di Sky che paga un abbonamento mensile. E non certo per seguire la puntata nella speranza di una smentita che non arriverà, ma per il gusto di sapere se il cuoco per cui tifa ce la farà o meno. Se non è sacro il divieto di spoilerare una serie TV, sono sacri, invece, i soldi degli abbonati Sky spesi per seguire quella serie in anteprima. Senza che una triste trasmissione intervenga a rovinare il loro divertimento di telespettatori appagati. Ricci non è un genio che sfata il mito e svela ciò che non dovrebbe svelarsi, come fa ogni anno da 20 anni per Sanremo, tanto che ormai è una tradizione noiosa quanto il festival, ma uno che ieri sera, nemmeno troppo tra le righe, ha trattato i clienti Sky come scimmie paganti, come dei perfetti imbecilli da poter beffare in virtù di uno pseudo scoop. Come ha sempre fatto. Attaccando le prede facili (mettendole alla gogna) e facendo ‘giornalismo’ da parrucchiera commentato dai peggiori avventori del bar dello sport. Il tutto farcito con una velina che fa la spaccata, un’altra che si china e mostra mezzo seno, un tenerissimo cagnolino quando c’è la Hunziker e un Gabibbo più insulso del Tenerone e meno intelligente di As Fidanken. A conti fatti, tuttavia, a perderci è anche il pubblico di Canale 5, aizzato come fanno i capipopolo con le masse. E trattato come un organismo privo di raziocinio. 



Ecco perché, nonostante i costi (e la crisi) i clienti Sky continuano a crescere. Ecco perché uno passa a Sky e su certi canali non ci finisce più neppure per sbaglio. Per disperazione! Per non assistere oltre alla quotidiana mediocrità della TV generalista offerta da Mediaset e anche dalla Rai oltreché da tutti gli altri tristi canali free del digitale terrestre. E – si spera – per scordarsi di Antonio Ricci una volta su tutte e ignorare a vita i suoi programmi fatti di tette, culi, gaffe, tapiri e sfottò. E dei fuori onda che propone dagli anni ’90 e dei suoi soliti scoop degni dell’astuta asta del Drive In. Ma soprattutto delle denunce degli inviati di Striscia, connotate tutte da una coerenza di fibra scilipotiana e razziana persistenza nel puntare il dito facendosi i cazzi degli altri fintantoché ciò sia funzionale a farsi i propri. Cioè quelli del padrone. Nessuno si chiede com’è che sulla graticola di Striscia in quasi 30 anni di J’accuse, Berlusconi (condannato con sentenza passata in giudicato) non c’è mai finito? E se per salvare le forme ogni tanto c’è stata la rubrica del Cavaliere Mascarato, perché l’ex cavaliere non è stato mai veramente affidato alla gogna mediatica, vale a dire al pubblico ludibrio riservato a tutti gli altri? Com’è?

A.S. – BlogNomos 

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