LE RECENSIONI DI BLOGNOMOS: “IL DOLORE, LE OMBRE, LA MAGIA” DI BANANA YOSHIMOTO.

Titolo: “Il dolore, le ombre, la magia: Il Regno 2”
Autore: Banana Yoshimoto
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 105
Data uscita: 15/10/2014
EAN: 9788807031106
Prezzo: Amazon, LaFeltrinelli, inMondadori in versione brossura a €9,35; in versione ebook a €7,99

Felicità ed apatia. Solitudine ed armonia col mondo. Cosa influenza la nostra percezione dell’altro? E di ciò che ci circonda? Sono solo alcune delle domande esistenziali che Banana Yoshimoto da sempre si pone nei suoi romanzi e racconti. E su questi interrogativi, in particolare, torna a riflettere nel suo ultimo lavoro appena pubblicato in Italia per i tipi di Feltrinelli: ‘Il dolore, le ombre, la magia: Il Regno 2’.

Il volume è il secondo della tetralogia iniziata in Giappone nel 2002 e conclusasi lo scorso anno. Nel nostro Paese il nuovo libro della Yoshimoto segue ‘Andromeda Heights: Il Regno 1’, dove l’Autrice esplorava grandi temi come l’abbandono, la perdita, il dolore, la malattia e la guarigione e scopriva come si potesse trovare la felicità anche nelle famiglie più anticonformiste. ‘Andromeda Heights’, era un piccolo romanzo di formazione, dove la giovane protagonista, Shizukuishi, attraversava esperienze di solitudine e separazione, affrontando, nel contempo, il soprannaturale, ma esplorando anche tematiche più concrete come l’omosessualità, ad esempio, e quello che è ormai una sorta di leitmotiv nei testi della Yoshimoto, vale a dire il rapporto con l’ambiente e l’importanza della tutela del paesaggio naturale.
E il tenore del romanzo di formazione resta anche in questo secondo volume, in cui viene descritto un ulteriore percorso di vita.

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La storia prende inizio dalla partenza per l’Italia di Kaede, amico sensitivo, gay ed ipovedente nonché datore di lavoro della protagonista, che, rimasta sola in città, riaffronterà la sua solitudine, ma con una nuova forza interiore, integrandosi nel quartiere, scorgendo ogni giorno piccole gemme di felicità ed imparando a leggere nel cuore delle persone, a svelarne l’anima fragile oltre la maschera di durezza che la gente indossa nella propria quotidianità. Il filo conduttore del romanzo è, quindi, la ricerca di una città diversa, in cui vivere ogni giorno l’incantesimo dell’amicizia e dell’amore, in particolare nel rapporto della protagonista con Shin’ichiro¯.

Quanto allo stile, sebbene la narrazione conservi la tipica impronta ‘shōjo manga’, che costituisce la peculiarità più intrigante di tutti i romanzi di Banana Yoshimoto dando ai suoi racconti la profondità di un haiku, alle prime pagine di questo nuovo libro il testo potrebbe apparire fin troppo semplice, quasi banale. Forse per la semplicità e l’immediatezza del linguaggio rispetto alle problematiche trattate. O per l’approccio che ad esse riserva la protagonista. Tuttavia ‘Il dolore, le ombre, la magia’ non pecca affatto di banalità. In realtà, quest’impressione iniziale è piuttosto dovuta ai tempi narrativi molto lenti. Non c’è azione, non c’è mai tensione letteraria nemmeno nel dolore, il pathos è solo mentale. Eppure ciò non arriva a costituire un difetto.

La verità è che i personaggi di questo libro sembrano quasi dei fiori al loro dischiudersi. Quello che viene raccontato è sempre un dramma già vissuto, il cui alone si dissolve nel racconto dello stesso, come se fosse solo un’ombra, un’idea o una immagine del sé. Shizukuishi, anzi Yoshie, si muove a brevi passi tra passato e futuro nutrendosi di osservazioni minime, piccole esperienze, luci e penombre. Il lettore che vuole apprezzare l’opera deve, dunque, armarsi di una pazienza orientale e scordarsi del tipico plot di stampo occidentale. La pazienza, infatti, si rivela la virtù necessaria per il riadattamento e la scoperta, anche nel rapporto profondo con gli oggetti, come già accadeva nel ‘Regno 1’. La pazienza è la grazia fondamentale anche nel coltivare i nuovi affetti: ci vogliono rispetto, comprensione e generosità. Anche questo, in fondo, è un romanzo di formazione e la protagonista scoprirà che risparmiarsi per paura di soffrire è sbagliato: la vita immune dal dolore è solo un’illusione.

Michele De Sanctis
BlogNomos
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