ARRIVA IL BONUS IRPEF

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di Germano De Sanctis

Nel corso della giornata di ieri, dopo un lungo Consiglio dei Ministri, il Governo ha licenziato la manovra che permetterà, a partire dal prossimo mese di maggio, l’erogazione del bonus di € 80 mensili netti in busta-paga (circa € 640 complessivi pro capite fino a dicembre 2014) a favore di 10 milioni di lavoratori dipendenti pubblici e privati che guadagnano da € 8.000 ad € 24.000 lordi all’anno (mentre l’ipotesi di allargamento fino ad € 28.000, ritenuta possibile fino a qualche giorno fa, è stata abbandonata, in quanto avrebbe cagionato costi eccessivi e non sostenibili per il bilancio dello Stato). Di conseguenza, appare evidente la conferma dell’annunciata decisione governativa di escludere dal bonus i lavoratori autonomi ed i pensionati rientranti nella medesima fascia di reddito.
Da un punto di vista squisitamente tecnico, si tratta di un credito d’imposta a favore di ogni lavoratore dipendente rientrante nella platea sopra meglio indicata e calcolato sul suo imponibile IRPEF al netto dei contributi previdenziali. Tale credito d’imposta sarà direttamente inserito in busta paga dal cosiddetto “sostituto d’imposta”, cioè dal suo datore di lavoro. Infatti, i datori di lavoro interessati dalla previsione normativa, al momento di versare allo Stato Fisco le trattenute IRPEF mensili di ciascun loro dipendente, non dovranno fare altro che versare una trattenuta più bassa, decurtata dal bonus in questione, il quale andrà ad incrementare l’ammontare della retribuzione netta in busta-paga, la quale, peraltro, riporterà analiticamente, con una specifica voce, l’ammontare del bonus medesimo.
Poc’anzi, si è detto che il bonus ammonterà a circa € 80 mensili netti per tutti i lavoratori dipendenti con redditi lordi annui compresi tra € 8.000 ed € 24.000. Tuttavia, al fine di non creare discriminazioni con le fasce di reddito immediatamente superiori, è stato previsto un leggero decalage per i lavoratori dichiaranti un reddito compreso tra € 24.000 ed € 26.000. Tuttavia, per conoscere l’ammontare di tali importi bisognerà attendere la pubblicazione ufficiale del provvedimento in esame.

Inoltre, il Presidente del Consiglio ha specificato che la misura in esame ha natura strutturale e che, quindi, sarà ripetuta anche l’anno prossimo. Di conseguenza, il Governo dovrà trovare la necessaria copertura per il bonus relativo all’anno 2015, stimata in circa 10 miliardi di euro, in quanto le risorse finora disponibili, pari a 6,9 miliardi euro, garantiscono l’erogazione del bonus in questione soltanto per gli ultimi otto mesi di quest’anno.
A tal proposito, il Ministro dell’Economia Padoan ha garantito che la copertura sarà assicurata con l’approvazione della legge di stabilità 2015, la quale prevederà un intervento di spending review di circa 14 miliardi di euro (cioè, 4 miliardi in più del necessario).

Una nota dolente è rinvenibile nel fatto che il Governo ha dovuto rinviare il progetto di estendere tale bonus anche agli incapienti, cioè a quelle persone (si calcola che siano circa quattro milioni) che guadagnano meno di € 8.000 euro lordi all’anno. La mancata estensione del bonus agli incapienti è stata determinata dall’assenza di un’adeguata copertura determinata dalla decisione del Governo di rinunciare al miliardo di euro che sarebbe stato garantito da un ventilato taglio alle spese sanitarie, che, poi, si è deciso di non operare.
Comunque, il Governo ha garantito che interverrà nei prossimi mesi con specifici provvedimenti a favore, sia degli incapienti, che dei titolari di Partite IVA.

Inoltre, a partire da quest’anno, vi sarà una riduzione sull’IRAP dovuta dalle imprese e dai professionisti del 10%, in quanto tale imposta scenderà dal 3,9% al 3,5% con un beneficio stimato per le imprese e d i professionisti di circa 700 milioni di euro.
Unitamente a tale taglio dell’IRAP, le imprese beneficeranno dei pagamenti dei debiti da parte dello Stato, in quanto il Governo ha sbloccato ulteriori 8 miliardi di euro per tale scopo. L’assolvimento dei debiti dello Stato nei confronti dei suoi fornitori concorrerà anche a garantire la copertura dell’intera manovra, in quanto l’IVA che sarà incassata andrà ad incrementare le entrate del bilancio dello Stato per circa 600 milioni di euro.

La copertura di tali riduzioni fiscali sarà garantita da un mix di interventi che lascerà indenni i settori della sanità, delle pensioni e dell’istruzione, senza, al contempo, operare alcun taglio delle detrazioni per mutui o spese varie (a differenza di quanto era trapelato dalle prime indiscrezioni).
Infatti, la gran parte della dotazione finanziaria necessaria per il compimento della manovra in esame proviene da un combinato disposto di aumenti delle entrate fiscali non impattanti sui redditi delle persone fisiche e di riduzioni della spesa corrente dello Stato.
In primo luogo, si sottolinea la decisione di rivalutare le quote che il sistema bancario italiano detiene nella Banca d’Italia. Tale rivalutazione, già decisa dal Governo Letta, produrrà plusvalenze che devono essere tassate. Il Governo Renzi ha deciso di aumentare la tassa sostitutiva che devono pagare le banche dal 12% al 26%, con un conseguente incremento delle entrate dello Stato pari ad 1,8 miliardi di euro.
Analoga decisione è stata presa anche per quanto concerne le rendite finanziarie di coloro che staccano le cedole obbligazionarie, azionarie o ottengono plusvalenze in Borsa. Infatti, la loro tassazione è innalzata dal 20% al 26%.
Inoltre, sono previste ulteriori entrate pari a circa 300 milioni di euro provenienti dalla lotta all’evasione fiscale.

Venendo al fronte della riduzione delle uscite, il Governo ha approvato un cosiddetto “pacchetto sobrietà”, che dovrebbe produrre risparmi per circa 900 milioni di euro per l’anno 2014, attraverso una serie di misure.
In particolare, saranno operati tagli alle retribuzioni dei manager delle società a partecipazione pubblica, dei dirigenti pubblici, degli alti magistrati ed dei titolari di posizioni apicali nelle forze armate. Le retribuzioni di costoro non potranno superare il tetto massimo di € 240.000 all’anno. A tal proposito, il Presidente del Consiglio ha citato la regola di Adriano Olivetti, secondo la quale un un manager non dovrebbe guadagnare dieci volte più di un suo dipendente.
Un ulteriore riduzione di uscite, pari a circa 55 milioni di euro, sarà garantita dai tagli che verranno operati nei confronti degli organi costituzionali (cioè, la Corte Costituzionale, la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica ed il CNEL).
Invece, rimangono difficilmente valutabili i ventilati risparmi provenienti dai tagli all’acquisto di beni e servizi per Ministeri, Regioni e Comuni, stimati per circa 2,1 miliardi di euro.
Anche i costi della politica della politica saranno oggetto di una ulteriore specifica riduzione. La riforma delle Province produrrà i già annunciati risparmi per circa 100 milioni di euro, ma una novità è rinvenibile nell’abolizione della tariffa agevolata per le spese postali per la campagna elettorale.
Ulteriori riduzioni alle uscite saranno garantire con un intervento avente ad oggetto le aziende municipalizzate che dovranno ridursi dalle attuali 8.000 fino a 1.000, con un percorso amministrativo che si avvierà entro l’anno.
Il Governo ha anche invitato la Rai a vendere Raiway, la società proprietaria dei ripetitori e delle frequenze ed ha confermato il risparmio di 150 milioni di euro derivanti dalla riduzione del programma di acquisto dei cacciabombardieri F35.
Abbiamo detto, poc’anzi della previsione del taglio dell’IRAP. Tuttavia, le imprese sono anche oggetto di un taglio di alcune agevolazioni loro finora spettanti, unitamente ed una riduzione delle rate relative alle pluvalenze dovute a rivalutazioni degli asset. Si tratta di un’operazione che produrrà economie sul bilancio dello Stato per circa un miliardo di euro.

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